Vittoria, così chiamata dal nome della fondatrice Vittoria Colonna è la città più giovane della provincia di Ragusa. Caratterizzata da una struttura urbana, “ordinatrice della campagna” per le produzioni di colture pregiate, rivoluzionò il panorama dell’allora Contea di Modica. 



Fondata agli albori del 1600 per la produzione di vino, rispettò per quasi tre secoli questa sua vocazione, producendo diverse qualità di “vino nero” pregiato, così come lo definì già nella seconda metà del settecento Domenico Sestini, fiorentino, segretario del Principe di Biscari.



La presenza dell’uomo, in quest’area, risale all’ età del Bronzo. Scoperte archeologiche dimostrano che la presenza abitativa risale dall’età imperiale (II sec. dopo Cristo) fino all’epoca bizantina (inizi IX secolo d. C.) e non mancano seri indizi dell’importanza della zona in epoca medievale.



Anche Vittoria e la sua storia urbanistica attraversarono l’esperienza del terremoto del 1693. Il suo impianto a scacchiera fu ampliato nel settecento e diversamente dalle vicine città, assunse il suo definitivo aspetto tra la seconda metà  dell’800 e la prima metà  del 900, contestualmente ad una consistente crescita economica.



Vittoria non è una città barocca né tardobarocca, ma figlia dello stile liberty, come dimostra la stragrande maggioranza delle architetture presenti in città, a cominciare dal simbolo laico per eccellenza, il Teatro Vittoria Colonna, inaugurato nel 1877.  

Seppur giovane, questa città ha un considerevole patrimonio di usi e tradizioni in parte derivato dal folklore dei coloni provenienti dagli altri comuni, in parte figlio del nuovo popolo costituitosi nel 1607. 



Tra le manifestazioni più antiche, la preziosa tradizione del Venerdì Santo, in occasione delle celebrazioni della Santa Pasqua. Si tratta di una delle tradizioni più sentite dai vittoriesi: l’accento è posto più sul rito della passione che nella gloria della resurrezione. La motivazione potrebbe risiedere nella tradizione religiosa spagnolesca del ‘600 focalizzata maggiormente sul dramma della morte. 



Annessa al comune di Vittoria, la frazione di Scoglitti, rinomata località balneare, caratterizzata da immense spiagge e dune dorate che donano maggior fascino alla località. La frazione che oggi  vive di pesca, agricoltura e turismo stagionale, sebbene si sia sviluppata in funzione dell’entroterra, merita una storia a parte. 



Il suo nome compare per la prima volta in alcune del ‘500 e con chiarezza in una deliberazione del 1639 con cui f assegnato il suo territorio a Vittoria. Si ha contezza della presenza abitativa nella seconda metà del ‘500: attorno alla chiesa della Madonna di Cammarana, ogni estate, il 15 agosto si riunivano migliaia di fedeli a festeggiare l'Assunzione con una fiera e una corsa di cavalli.



Scoglitti giocò un ruolo fondamentale nell’esportazione del vino: a fine settecento migliaia i barili di vino che venivano esportati a Malta. Ma fu anche una delle prime zone in cui si affermò la coltivazione del pomodoro e la conseguente nascita di piccole industrie per la produzione di conserve di pomodoro. 



Oggi Vittoria e Scoglitti rappresentano uno dei più floridi poli artistici e culturali della provincia di Ragusa. 

La gastronomia non si discosta molto dalla tradizione culinaria del ragusano e del modicano ma se vi trovate in città non dimenticate di andar via prima senza aver gustato un buon bicchiere di Cerasuolo di Vittoria, possibilmente accompagnato da un buon formaggio ragusano, pane casereccio  e olio DOP Monti iblei. 

 

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