Ad accogliervi all’arrivo, in questo piccolo comune della provincia iblea, un’insegna riportante la dicitura “Benvenuti nella città del sole”. E chissà che già questo non sia stato un segnale colto dal regista Sironi quando decise di ambientare, in questo sconosciuto paese, del sud estremo della Sicilia, la fiction “Il Commissario Montalbano”. 



Ad affascinare e catturare l’attenzione del regista la ormai celebre “Casa del Commissario Montalbano”. Un’abitazione in riva al mare che ha rapito lo sguardo di migliaia e migliaia di telespettatori e trasformato la piccola frazione di Punta Secca in meta di veri e propri pellegrinaggi.



Santa Croce Camerina sorge su una collina a pochi kilometri dal mare. La sua storia inizia con la distruzione di Kamarina operata dai romani nel 258 a.C., passando per la nascita e distruzione di Kaukana, nell’827, fino al sorgere del Casale di Santa Croce in età normanna. Nel 1470 il Casale viene affidato in enfiteusi perpetua al nobile modicano Pietro Celestri, sarà un suo discendente, Giovambattista Celestri, nel 1958, ad ottenere dal re Filippo III la licenza di riedificare e ripopolare il casale. 



Inizia così lo sviluppo del nuovo paese che, libero dai vincoli feudali, nei primi dell’800 conobbe una discreta crescita in campo edilizio, agricolo e commerciale. A differenza degli altri comuni della provincia iblea, Santa Croce Camerina fu sfiorata e non distrutta dal terremoto del 1693, divenendo così rifugio degli scampati provenienti soprattutto dalla città di Scicli. Questo portò ad una crescita demografica non indifferente.



Oggi Santa Croce Camerina, paese vocato principalmente alla tradizione agricola, porta con sé i segni delle dominazioni che si sono succedute.Tra le aree più caratteristiche del paese come non citare “U passamano”, un bellissimo belvedere che attraverso una lunga e ampia scalinata conduce alla Fonte Paradiso dove un tempo le massaie si recavano per lavare gli indumenti; il Parco Archeologico di Caucana, la Chiesetta di Mezzagnone, senza tralasciare la Chiesa Madre dedicata a San Giovanni Battista, la Chiesetta del Carmine e  gli antichi palazzi nobiliari come quello dei Vitale  - Ciarcià e  il Palazzo Carratello. Ed ancora, a Punta Secca, oltre la “Casa di Montalbano” troviamo il Faro, costruito nel 1853 e che dall’alto dei suoi 34 metri osserva l’intera borgata, Torre Scalambri, recentemente tornata al suo antico splendore e fatta costruire dalla famiglia Bellomo di Siracusa nel XVI secolo. 



Ancora visibili anche i segni del secondo conflitto mondiale che ebbe azioni concrete anche a Santa Croce Camerina. Il paese fu sede del 383° btg /206^ divisione costiera e il 10 luglio del 1943 il suo territorio fu teatro dello sbarco di contingenti della VII armata americana. 



A far accrescere notorietà al paese anche le tradizionali Cene di San Giuseppe, allestite in onore del Santo Patrono.Alla base della preparazione la devozione: ad allestirle sono, infatti, famiglie che hanno ricevuto una grazia o che hanno fatto una promessa di fede al Santo.



Tra i prodotti tipici della tradizione troviamo il Pane di San Giuseppe, artisticamente lavorato ed a lievitazione naturale, i ‘mpanati” (a base di carne e verdure), i viscotta scaurata (biscotti bolliti e successivamente infornati), i mastazzola a base di vino cotto e i cicirieddi (biscotti ricoperti di miele). Da provare assolutamente i “macallè”, ripieni di crema pasticcera o ricotta dolce!!! 

 

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