Monterosso almo, antico borgo sui monti iblei, con i suoi appena 3000 abitanti, è un piccolo gioiello montano la cui storia ha inizio in tempi lontani. 



Ancor oggi, visitando questo piccolo borgo, lo scenario che si presenta al visitatore sembra non aver subito mutazioni negli anni. Dalle tradizioni, allo stile di vita, all’aspetto urbanistico del paese, tutto rimanda ad un passato mai dimenticato.



La presenza dell’uomo, grazie alla scoperta, negli anni ’60, della Necropoli di Calaforno e dell'abitato di monte Casasia, viene fatta risalire in epoca preistorica. Con molta probabilità, trattandosi di un’area caratterizzata da terreni poco fertili gli abitanti traevano sostentamento dallo sfruttamento delle miniere e dall’estrazione della selce.  



Nella necropoli di Calaforno sono state individuate 35 piccole camere che inizialmente adibite a sepolcreti, con molta probabilità, successivamente sono state trasformate in abitazioni.  



Altra importante scoperta degli archeologi è la località "Grotte dei Santi", che seppur insiste nel territorio di Vizzini, è da sempre annessa a Monterosso Almo per la vicinanza. In questa località gli archeologi hanno scoperto delle grotte con degli affreschi in stile paleocristiano. Ancora visibile, oggi, un affresco dedicato alla  "Crocifissione".



Monterosso Almo, annesso alla Contea di Modica, sotto il potere della famiglia Chiaramonte, dopo la presa di potere della famiglia Cabrera, divenne più volte merce di compravendita e fu separato dal resto della Contea.



Totalmente distrutto dal terremoto del 1693, fu ricostruito sulla sommità della collina, rispetto al nucleo precedente sottostante al monte.



La bellezza di questo piccolo borgo oggi risiede per lo più nell’affascinante paesaggio naturalistico in cui è immerso. Così come nelle tradizioni locali caratterizzate dalla genuinità e dal sapore delle cose fatte in casa. 



E a proposito di cose fatte in casa in ambito gastronomico specialità di questo piccolo borgo è il pane a pasta dura o “u scacciuni”. Quest’ultimo ancora caldo viene condito con olio, aromatizzato con origano e col “cappuliatu”, pomodoro essiccato al sole. Caratteristici sono i pani realizzati per le ricorrenze speciali: a forma di seno per la festa di Sant’Agata, di occhi per quella di Santa Lucia o “i cannarozza” per quella di San Biagio a forma di trachea.  



Non si può poi non citare i “cavatieddi”, pasta fatta in casa e condita con il sugo di maiale e “u ciciruocculu”, la cicerchia, con la cui farina si preparano “i patacò” conditi con cavoli o broccoletti.



Altra specialità del territorio sono i funghi, soprattutto i pleurotos o “fungi ri panicauru” che è possibile gustare nei ristoranti locali. 



Visitare Monterosso Almo vuol dire riscoprire quell’insieme di sapori e valori di un tempo che, ancor oggi, regalano agli abitanti il segreto di una “vita felice…e longeva”!!!





 

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