Ispica, location di numerosi film d’autore, nel 1960, proprio per la sua cornice tipicamente siciliana, fu scelta dal regista Piero Germi come location del film “Divorzio all’Italiana”.Negli anni, le sue bellezze paesaggistiche hanno ospitato svariati set cinematografici, tra cui alcune scene de "Il Viaggio" di De Sica, "Kaos" dei fratelli Taviani e “Perduto Amore" di Franco Battiato.



In questa assolata cittadina della provincia iblea, sembra che il tempo si sia fermato. Passeggiando per le vie della città rimarrete affascinati da pregevoli edifici in stile tardo barocco, neoclassico e liberty, caratterizzati da motivi decorativi frutto del lavoro di abili scalpellini. 



Posta su un’altura rocciosa, a circa 170 m dal mare, Ispica è caratterizzata da una struttura urbanistica a scacchiera, di origine settecentesca. La parte più antica della città, prima del terremoto del 1693, sorgeva nella parte finale di Cava d’Ispica. 



Secondo alcuni studiosi, il nome della città deriva dal flume Hyspa che scorreva nella cava, secondo altri, invece, il nome deriverebbe dal termine latino “Speca” (grotte). Ma è anche vero che fino al 1935 questa città veniva chiamata “Spaccaforno”, che sembra derivare dall’unione di due termini ovvero, spacca (derivazione fonetica di Ispica) e forno (voce latina adoperata per indicare le tombe a forma di forno che si trovano vicino all'abitato). 



Sebbene i reperti archeologici testimoniano un’ininterrotta presenza abitativa del sito dall'età del bronzo, la più antica notizia riferita alla città si ha in una bolla di Papa Alessandro III nel 1168.



Oggi, Ispica, che basa la sua economia soprattutto nel settore agricolo, con particolare riferimento alla produzione della carota, offre al turista uno scenario ricco di storia, cultura, arte e svago: l'area archeologica di Cava d'Ispica con il parco archeologico della Forza; la città storica, caratterizzata da importanti opere tardobarocche e liberty e gli oltre dieci chilometri di spiaggia libera. E per gli amanti della natura i pantani Bruno e Longarini.



Ad attrarre, inoltre, i numerosi turisti le tradizioni legate al rito della Santa Pasqua. Qui, ancor oggi, le due storiche Arciconfraternite, della SS. Annunziata e di Santa Maria Maggiore, danno vita a rappresentazioni ricche di fascino e suggestione. Alla base di tutto la memoria, attraverso i riti della Settimana Santa, infatti, i fedeli vogliono ricordare, a sé stessi, di essere figli di una storia che se da un lato è stata tragicamente segnata dalla tragedia del terremoto del 1693, dall’altro testimonia la possibilità della rinascita. 



Tra le manifestazioni di richiamo, a maggio, “Carotispica”, sagra dedicata alla carota novella, un prodotto ad Indicazione Geografica Protetta (IGP) e che si contraddistingue per la precocità di maturazione, la colorazione molto intensa, e il particolare il profumo. 





 

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